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Le nostre ultime News

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25 Maggio 2019 News
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16 Aprile 2019 News

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19 Gennaio 2019 News

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3 Gennaio 2019 News

Vi auguriamo un 2019

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In ogni caso,

noi siamo aperti, sempre!

 


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7 Settembre 2018 News

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Presso FarmaMe.it – Farmacia Sant’Antimo ,

abbiamo il piacere di proporre,

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una seconda degustazione di prodotti #glutenfree.

Sarà sorteggiato,

tra tutti i nostri clienti, un cesto di prodotti Bezgluten e Zabbara

Non Mancate!!!


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1 Settembre 2018 News

È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale (n. 199 del 28 agosto 2018) il decreto che fissa nuovi limiti massimi di spesa per l’acquisto di prodotti senza glutine.

Il nuovo decreto conferma il diritto all’erogazione gratuita degli alimenti, sebbene con una riduzione media dei tetti di spesa del 19%. I nuovi tetti di spesa sono stati fissati infatti in 56 euro per la fascia di età fra i sei mesi e i 5 anni (+24% rispetto ai precedenti 45 euro), in 70 euro per i bambini tra i 6 e i 9 anni, restano pressoché invariati nella fascia adolescenziale, particolarmente critica per l’accettazione di un regime alimentare speciale (100 euro per i maschi e 90 euro per le femmine tra i 10 e i 13 anni che salgono a 124 per i maschi e 99 per le femmine tra i 14 e i 17 anni). Per gli adulti, i tetti massimi sono di 110 e 90 euro tra i 18 e i 59 anni e poi di 89 e 75 euro per gli over60. «La riduzione non è una sforbiciata lineare alle risorse per i pazienti, ma una revisione razionale che lascia immutata la copertura del 35% dell’apporto calorico giornaliero da carboidrati privi di glutine e che mantiene l’attenzione su specifiche fasce d’età con bisogni particolari», aveva commentato già a maggio l’Associazione Italiana Celiachia (AIC).

La revisione dei tetti massimi di spesa si era resa necessaria dopo le modifiche della normativa europea, che nel 2013 aveva abolito i prodotti dietetici e dopo il calo che hanno avuto i prezzi dei prodotti senza glutine: rispetto al 2006 il costo di pane, pasta e farina ha registrato un calo del 7% nel prezzo medio globale in farmacia e fino al 33% nella grande distribuzione.

L’Associazione Italiana Celiachia (AIC) nei mesi scorsi ha collaborato con il Ministero della Salute afffinché i tagli fossero in linea con le reali esigenze dei celiaci e perché non venisse meno la garanzia della copertura del 35% dell’apporto calorico giornaliero da carboidrati privi di glutine. «Anche grazie al lavoro di AIC, la bozza del decreto salvaguarda una corretta terapia e assistenza ai pazienti, pur prevedendo un risparmio per lo Stato stimato in oltre 30 milioni di euro, che garantisce la sostenibilità della spesa per l’assistenza ai celiaci», dice Giuseppe Di Fabio, presidente AIC.

 

 


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24 Agosto 2018 News

Lo zenzero, il cui nome scientifico è Zingiber Officinalis , è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Zingiberaceae e proveniente dall’Estremo Oriente. Ad essere utilizzato, per poterne ricavare la spezia amata e conosciuta da tutti, è il rizoma della pianta.

La tisana allo zenzero è in grado di unire le proprietà benefiche per la salute dell’organismo sia della tisana classica che dello zenzero rendendo, di fatto, questa bevanda una vera alleata nella prevenzione e nella cura per diversi malesseri, come il mal di testa, l’influenza, i disturbi gastrointestinali, l’invecchiamento cellulare, il raffreddore, la tosse, i dolori articolari, il mal di gola, i dolori muscolari, l’artrite, la nausea, i dolori mestruali, la depressione, il vomito e la gastrite, ma è molto utile anche nella digestione.

I benefici della tisana allo zenzero derivano dai molti antiossidanti presenti, dalla vitamina B6 e dai sali minerali fondamentali come il calcio, il ferro, il fosforo, lo zinco e il potassio.

Le proprietà dimagranti
La tisana allo zenzero, fresco o in polvere, viene spesso impiegata nelle diete dimagranti e come anticellulite perché accelera il metabolismo dei grassi, favorendo l’eliminazione dei lipidi in eccesso. In ogni caso, per godere appieno delle proprietà dimagranti di questo infuso allo zenzero, è bene abbinare un regime alimentare corretto e una giusta quantità di esercizio fisico quotidiano.

Le proprietà antinfluenzali
Questa tisana speziata, poi, è perfetta per la stagione autunnale e invernale, per le sue proprietà antibiotiche, oltre che per le sue proprietà termogeniche che riscaldano il corpo. Consumare un infuso di zenzero vuol dire allontanare in poco tempo gli stati influenzali, la febbre alta, il raffreddore, la tosse secca o grassa e il mal di gola. Questi risultati sono merito dei principi attivi del suo rizoma carnoso, ovvero gingeroli, zingiberene, mucillagini e resine, in grado di stimolare il sistema immunitario.

Le proprietà antiespettoranti
Questa bevanda possiede proprietà antiespettoranti, utili contro tosse e catarro: lo zenzero, infatti, in associazione all’acqua calda, rilascia un effetto di benessere e di calore che può sciogliere il muco nelle vie respiratorie, agevolando la respirazione.

Le proprietà antinfiammatorie
Lenisce i dolori provocati dall’artrite, ma anche quelli articolari e muscolari e questo grazie alle sue potenti proprietà antinfiammatorie: la capacità di questo ingrediente di alleviare i dolori – dati da un’intensa attività fisica, distorsioni, contusioni e dolori arrecati dall’influenza – è, infatti, ottima e per merito del gingerolo in essa contenuto. Naturalmente – sempre per merito delle sue proprietà antinfiammatorie – lo zenzero è di notevole aiuto nel caso di mal di gola di diversa natura, come laringiti o faringiti.

Le proprietà digestive
Questa tisana speziata favorisce la digestione, lenisce i crampi e i dolori allo stomaco, allevia il mal d’auto e i gas intestinali, oltre a calmare alcuni sintomi comuni della gravidanza, come nausea e vomito. In particolare, è possibile preparare un infuso con 5 grammi di radice di zenzero in mezzo litro d’acqua, e berlo lentamente durante la giornata per vedere da subito qualche miglioramento.

Le proprietà gastroprotettive
Apportando notevoli benefici a tutto l’apparato digerente, è possibile affermare che la tisana allo zenzero possiede delle proprietà gastroprotettive, rivelandosi utile – utilizzata a basse dosi – anche contro gastrite e ulcere intestinali: i principi attivi dei questa spezia orientale sono, infatti, efficaci contro l’Helicobacter Pylori, batterio responsabile delle ulcere allo stomaco.

Le proprietà antitumorali
Di recente, un gruppo di ricercatori dell’Hormel Institute del Minnesota ha osservato le proprietà antitumorali della tisana allo zenzero in pazienti che erano stati colpiti da un carcinoma intestinale: lo studio ha, infatti, dimostrato che assumere giornalmente una certa quantità della famosa spezia agisce come agente protettivo contro i tumori del colon retto. Il merito è della presenza di antiossidanti e gingerolo, in grado di proteggere il fegato e altri organi del corpo, come le ovaie e, per l’appunto, il colon-retto.

Le proprietà anticoagulanti
Studi recenti hanno dimostrato gli effetti positivi sull’aggregazione piastrinica nel sangue dell’uomo, somministrando almeno 5 grammi di estratto di zenzero al giorno o consumandolo tramite un infuso. Secondo i ricercatori, questa spezia potrebbe costituire una delle principali alternative agli attuali farmaci anticoagulanti, ma senza riportare i loro stessi effetti collaterali e in modo più naturale ed economico. Il consumo di tisana allo zenzero pare, dunque, che diminuisca la formazione di coaguli nelle arterie.

Le proprietà antibatteriche
Si dice che gli antichi sacerdoti usavano masticare dello zenzero fresco per purificarsi l’alito e così poter compiere i loro riti. Questa proprietà è nota ancora oggi: semplicemente bevendo una tisana allo zenzero, non solo questa favorisce la digestione, ma contrasta anche l’accumulo di tossine nel corpo e la fermentazione batterica.

Le proprietà antidepressive
Bere questa tisana aiuta a contrastare stati come la depressione, l’ansia, lo stress, la stanchezza e, nello specifico, la depressione post-partum.

Ricetta della tisana allo zenzero
Realizzare una tisana allo zenzero è estremamente semplice e gli ingredienti necessari sono pochi e sani.

Ingredienti per una tazza:

2 o 3 fettine di zenzero fresco;
1 tazza d’acqua, ovvero 250 millilitri.

Per prima cosa, dovrete pulire lo zenzero – che si presenta come una radice di colore chiaro – tagliando la porzione che serve;
Una volta tagliata, sbucciatela con un coltellino, ricavando solo la parte dura esterna;
Immergete un pezzo di radice fresca sbucciata, all’interno di una tazza di acqua bollente;
Lasciate in infusione per 15 minuti circa.
Se lo zenzero vi sembra troppo morbido, potete riporlo in freezer – avvolto nella carta da forno e dentro ad un sacchetto per surgelati – prima di sbucciarlo: così facendo, infatti, diventerà più solido.

Le controindicazioni
Le controindicazioni per la tisana allo zenzero non sono molte: non sono, infatti, presenti dei veri e propri effetti collaterali. Tuttavia, è una bevanda che dovrebbe essere evitata da coloro che soffrono di colon irritabile, diarrea, gastrite, alcoli biliari o in concomitanza all’ assunzione di determinati farmaci. Lo zenzero presenta maggiori controindicazioni se assunto in polvere: in alcuni soggetti, infatti, può provocare mal di stomaco e gonfiore addominale. Bere tisana allo zenzero è, generalmente, sconsigliato in gravidanza e durante l’allattamento, in quanto ritenuta nociva per il corretto sviluppo del feto. Allo stesso modo, dovrebbe essere evitata dai diabetici e in caso di allergia, che potrebbe manifestarsi con la comparsa di eruzioni cutanee e rossori sulla pelle.

 


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3 Agosto 2018 News

Il mirtillo rosso americano è un vero toccasana per la salute. Si tratta del frutto di un arbusto facente parte della famiglia delle Ericaceae, del genere Vaccinium: questa pianta cresce in modo spontaneo in Europa ed è possibile trovarla anche nell’Italia settentrionale, in special modo nelle zone tra le Alpi e l’Appennino tosco-emiliano.

Questo arbusto sempreverde raggiunge un’altezza compresa tra i 10 e i 30 centimetri e produce dei piccoli frutti caratterizzati da una forma sferica e dal gusto acidulo: i mirtilli rossi, per l’appunto. Tali bacche sono inizialmente bianche, ma cambiano colore con l’aumentare del grado di maturazione fino a divenire di colore rossastro.

Esistono diverse varietà di questa pianta: ad esempio, il mirtillo rosso – che cresce spontaneamente in Italia – e il mirtillo rosso americano, quello più diffuso nel mondo. I due mirtilli sono frutti di due piante diverse, ma della stessa famiglia e vantano caratteristiche molto simili.

Il mirtillo nero è un arbusto perenne alto circa 20-25 centimetri, che cresce nelle zone di sottobosco, soprattutto nel Nord America e in Europa: in Italia, si trova nei boschi di Alpi e Appennini. La raccolta di questo frutto avviene tra la fine di luglio e l’inizio di settembre. Anche il mirtillo rosso è un arbusto sempreverde dall’altezza più o meno simile – come visto prima – e con la stessa origine. In questo caso, la raccolta delle bacche inizia a fine settembre, sebbene la fioritura della pianta avvenga da giugno a luglio.

Dal gusto particolarmente dolce, il mirtillo nero è ricco di vitamine, flavonoidi e beta-carotene, per cui è particolarmente indicato in caso di fragilità capillare, per la prevenzione di alcuni disturbi visivi – come la cataratta, la retinopatia e il glaucoma – del diabete e dei disturbi intestinali, oltre che della degenerazione tumorale e dell’invecchiamento cellulare.

Dal gusto intenso e leggermente più acidulo rispetto al mirtillo nero, il mirtillo rosso vanta, invece, delle proprietà legate anche ai suoi principi attivi di natura acida e, dunque, all’acido malico, all’acido citrico e all’acido benzoico, oltre che a fenoli – come quercetina e miricetina – e polifenoli.
Come tutti i frutti di bosco, anche il mirtillo rosso è un frutto che non contiene molti zuccheri semplici, al contrario di fibre e vitamina C di cui è ricco. Il mirtillo rosso presenta un elevato contenuto di antocianine, in particolar modo di cianidina e peonidina che gli conferiscono la colorazione rossastra. Sono, inoltre, presenti delfinidina o mirtillina e quercina, sostanze dall’attività antiossidante e dalle numerose proprietà benefiche.

I benefici del mirtillo rosso
I benefici del mirtillo rosso sono molteplici: si tratta, infatti, di un alimento particolarmente prezioso per la salute dell’organismo, sotto diversi punti di vista. Consumando questo frutto, è possibile contrastare le infezioni alle vie urinarie – come nel caso della cistite cronica – ma anche patologie del sistema cardiocircolatorio, oltre a prevenire tumori.

La vitamina C che si trova nel mirtillo rosso vanta una funzione antiossidante importante per il sistema immunitario, oltre ad essere coinvolta nella sintesi del collagene e nell’assorbimento di ferro da parte dei globuli rossi. Anche la quercitina è un flavonoide dall’azione antiossidante, in grado di contrastare i radicali liberi, rallentando l’invecchiamento cellulare e proteggendo le cellule.

La luteina e la zeaxantina contenute nel mirtillo rosso appartengono al gruppo di carotenoidi e sono in grado di apportare notevoli benefici agli occhi e alla retina in particolare. A cosa serve il mirtillo rosso, dunque?

Il mirtillo rosso per la cistite
Il mirtillo rosso vanta delle eccellenti proprietà antibatteriche, che si rivelano particolarmente utili contro le infezioni urinarie e in caso di cistite: si tratta di disturbi che spesso si presentano soprattutto nelle donne in menopausa. La presenza di proantocianidine è in grado di inibire l’adesione di batteri patogeni – soprattutto del tipo Escherichia Coli che provoca circa l’80 per cento delle infezioni urinarie – alle pareti del tratto urinario: queste infezioni si verificano, infatti, quando la presenza di determinati microrganismi superano la soglia di normalità per il corpo. Il mirtillo rosso rende le urine maggiormente acide e crea un ambiente sfavorevole ai batteri.

Le proprietà antitumorali
L’attività benefica del mirtillo rosso riguarda anche il campo oncologico: pare che consumare questo frutto prevenga diversi tipi di cancro, come quello dell’esofago, del seno, dello stomaco, del colon, della prostata, della vescica, il glioblastoma e il linfoma. Sembra che ciò sia dovuto all’inibizione della proliferazione cellulare e dell’adesione cellulare, oltre che alla diminuzione dell’infiammazione e dello stato ossidativo delle cellule. A inibire la crescita delle cellule tumorali sarebbero proantocianidine e flavonoidi contenuti.

Le proprietà antiossidanti
Grazie alla presenza di antocianine, quercitina, vitamina C e carotenoidi, il mirtillo rosso è un frutto dall’elevato potere antiossidante: ciò contrasta l’attività dei radicali liberi, rallentando l’invecchiamento cellulare dell’organismo.

Le proprietà per il sistema cardiovascolare
Il potere degli antiossidanti contenuti nel mirtillo rosso hanno effetti positivi anche sul sistema cardiovascolare: i flavonoidi contribuiscono a ridurre il rischio di disturbi cardiaci, migliorando la salute del cuore e diminuendo l’ossidazione delle LDL – le lipoproteine a bassa densità – e delle VLDL – lipoproteine a densità molto bassa – le quali sono generalmente coinvolte nello sviluppo dell’aterosclerosi. Senza contare che il succo di mirtillo rafforza il colesterolo di tipo buono (HDL) nel sangue.

Le proprietà digestive
I mirtilli rossi sono frutti ricchi di fibre, motivo per cui aiutano la digestione e migliorano la salute di stomaco e intestino. Per trarne tutti i benefici è opportuno, però, mangiare la bacca per intero o preparare un frullato di mirtillo.

Le proprietà per la gravidanza
Tra le proprietà terapeutiche del mirtillo rosso ci sono quelle benefiche per la gravidanza: l’assunzione di vitamina C può essere di aiuto nella prevenzione della preeclampsia, condizione che può provocare parto prematuro se associata ad alta pressione arteriosa. Per maggiore sicurezza sugli effetti di questo frutto se in dolce attesa, domandate al vostro ginecologo.

Le proprietà per il sistema immunitario
Il consumo di mirtillo rosso rafforza il sistema immunitario: pare che chi beva un bicchiere di succo di mirtillo al giorno abbia meno probabilità di contrarre influenze e raffreddori. Tali benefici sono riconducibili alle vitamine, ai sali minerali e agli antiossidanti contenuti in esso.

Le proprietà dimagranti
Il mirtillo rosso rappresenta un ottimo antiossidante con pochi zuccheri, il che lo rende un frutto ideale per chi cerca un aiuto per restare in forma, dimagrire o perdere peso. Ricco di vitamina C, il mirtillo rosso può essere consumato per dimagrire come succo puro e senza zuccheri: bevetelo a colazione per iniziare la giornata nel migliore dei modi.

Le proprietà per i denti
Bere il succo di mirtillo – anche se acido – rappresenta un aiuto per la salute dei denti: le proantocianidine contenute aiutano nella prevenzione delle infezioni, inibendo la crescita dei batteri. Tale processo ha un effetto benefico sulla salute dentale, prevenendo la carie.

Le proprietà per gli occhi
Il mirtillo rosso, grazie alla mirtillina e alle antocianine, è efficace contro la fragilità capillare, riuscendo a combattere anche l’affaticamento della vista e agendo sulla circolazione periferica e sui capillari della retina. Tutto ciò apporta grandi benefici alla vista.

Come si mangia
Il mirtillo rosso può essere consumato come frutta fresca o spremuto, per arricchire yogurt, i cereali della colazione o per preparare macedonie. Questo frutto è adatto, inoltre, per preparare dolci, succhi di frutta, frullati, liquori, marmellate, decotti, infusi, ghiaccioli, granite e gelati.

Particolarmente gustoso è il succo di mirtillo rosso puro: meno dolce rispetto agli altri succhi di frutta, questo è facile da trovare al supermercato senza zuccheri aggiunti. Il mirtillo rosso può essere consumato anche come integratore o estratto secco da acquistare in erboristeria.

Controindicazioni
Infine, il mirtillo rosso non è privo di controindicazioni: è possibile, infatti, che questo frutto abbia delle interazioni con alcuni farmaci anticoagulanti e che possa provocare delle allergie. In linea generale, è sempre consigliabile consultare il proprio medico, se si assumono farmaci o se si vogliono consumare integratori di mirtillo rosso.


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19 Luglio 2018 News

Il caldo e i disturbi del sonno vanno di pari passo, ma i rimedi per dormire meglio esistono, scopriamoli insieme. Capita a molte persone di passare l’intera notte a girarsi nel letto senza riuscire a prendere sonno, e tutto questo per colpa dell’innalzarsi delle temperature. Soprattutto nelle città, l’afa e l’umidità raggiungono livelli davvero allarmanti e a risentirne sono tutti coloro che non riescono a riposare correttamente. È quindi normale, durante la giornata, essere stanchi, nervosi e meno concentrati del solito. Dunque è importante mettere in atto alcuni stratagemmi per dormire bene anche con il caldo d’estate.

NON ESAGERARE CON L’ESPOSIZIONE AL SOLE

Per avere un buon sonno, bisogna partire già da parecchie ore prima di andare a letto. L’estate è la stagione in cui finalmente ci si può godere un po’ di sole, ma fate attenzione: se ci si scotta, la temperatura corporea si innalza e la notte si farà più fatica a prendere sonno.

PREFERIRE UNA DIETA LEGGERA

Sebbene d’estate sia piacevole fare grigliate con gli amici o andare al ristorante, è necessario fare attenzione ai cibi e alle bevande che si consumano. Tra gli alimenti sconsigliati con il caldo, possiamo annoverare le fritture, i cibi grassi e quelli troppo speziati. Via libera invece a frutta e verdura, che sono leggere e mantengono idratato il nostro corpo. Se si soffre di pressione bassa per il caldo, è possibile aggiungere un pizzico di sale ai propri pasti, facendo attenzione a non esagerare.

EVITARE ALCOOL E BEVANDE ZUCCHERATE

Un occhio di riguardo anche a quello che si beve: l’alcool sarebbe da evitare, perché se è vero che induce sonnolenza, è altrettanto vero che porta ad avere un riposo disturbato e a risvegliarsi spesso durante la notte. Sono sconsigliate anche le bevande zuccherate e, naturalmente, il caffè e il tè – come tutte le bevande eccitanti.

FARE ATTENZIONE ALLA POSIZIONE DELLA CAMERA DA LETTO

Ovviamente è molto importante cercare di mantenere una temperatura confortevole nella camera da letto, già da alcune ore prima del momento del riposo. Quando il sole batte sulle finestre della camera, fate attenzione a chiudere le tapparelle e a tirare le tende, per evitare di surriscaldare l’ambiente. Al contrario, quando il sole è calato, spalancate le finestre e cambiate aria.

DORMIRE IN UN LETTO BASSO

Il calore tende a salire verso l’alto, quindi un letto basso può farci sentire più fresco. Una soluzione tipo futon è l’ideale, ma nelle notti più calde si può provare anche un materasso appoggiato a terra.

USARE IL CONDIZIONATORE CON MODERAZIONE

Se siete tra i fortunati che hanno un condizionatore in camera da letto, sarete tentati di tenerlo acceso tutta la notte per non soffrire il caldo. L’importante è che la temperatura non sia troppo bassa: quella ideale va dai 18° ai 23°C.

USARE POCHE LUCI IN CAMERA

Un altro consiglio importante è quello di non tenere troppe luci accese in camera da letto. Sfruttate la luce solare più che potete, e poi utilizzate lampadine a basso voltaggio, che producono meno calore. Se siete abituati a leggere a letto – cosa che sicuramente concilia il sonno – cercate di accontentarvi di un solo punto luce, magari un’abat jour sul comodino.

SPEGNERE LE APPARECCHIATURE ELETTRONICHE

Da sempre è consigliato non abusare di tv e smartphone prima di andare a letto. Le luci che emettono infatti interferiscono con il sonno. In questo caso il consiglio è ancora più valido, perché tutte le apparecchiature elettroniche, quando in uso, producono calore. Spegnete la tv e non ricaricate il telefono sul comodino, il vostro riposo ne trarrà beneficio.

INDOSSARE IL PIGIAMA

Può sembrare un controsenso, ma indossare il pigiama può aiutare a rimanere più freschi. Questo perché un buon tessuto – lino o cotone – assorbe il sudore e favorisce la traspirazione. Se indossare un pigiama sembra esagerato, possono bastare anche una camicia da notte o una canotta.

FARE UNA DOCCIA FRESCA

Naturalmente il consiglio più seguito è quello di una bella doccia fresca poco prima di andare a letto. In effetti, l’acqua fresca abbassa velocemente la temperatura corporea e ci libera dal sudore.

BERE PRIMA DI ANDARE A LETTO

L’idratazione è fondamentale, soprattutto in estate. Per dormire bene quando fa molto caldo, non c’è nulla di meglio di un bicchiere di acqua fresca poco prima di coricarsi. Basta fare attenzione a non esagerare: se l’acqua è troppo fredda, si rischia di provocare spiacevoli crampi allo stomaco. Se invece si beve troppo, si avrà più bisogno di andare in bagno e quindi il sonno verrà disturbato da fastidiosi risvegli.

SCEGLIERE UNA GIUSTA POSIZIONE

Infine un ultimo consiglio per riposare bene: che posizione assumere a letto? Il calore si disperde su una superficie più ampia, quindi è meglio dormire ben distesi e non in posizione fetale. Inoltre aprire leggermente le braccia e le gambe permette di avere più pelle esposta all’aria, e quindi di abbassare la temperatura corporea. Chi soffre di gambe gonfie a causa del caldo, può anche utilizzare dei cuscini per tenerle sollevate.


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19 Aprile 2018 News

La celiachia nei bambini è una malattia autoimmune che può causare crescita stentata, disturbi gastrointestinali, deficit nutrizionali, anemia e un’ampia sintomatologia, che può rappresentare un campanello d’allarme per i genitori. E’ una malattia caratterizzata da intolleranza al glutine, proteina contenuta in alcuni cereali – grano, orzo, segale, farro, kamut e frumento, ad esempio – e nei loro derivati: farine, prodotti da forno, pasta, pane, marmellate, salse e simili. Nei bambini non è sempre di facile diagnosi e ciò espone i più piccoli a malesseri di vario genere, ma anche al rischio evidente di carenze nutrizionali che possono, di fatto, comprometterne la crescita sana.

È, dunque, evidente l’importanza di una diagnosi precoce e attenta, fin dai primi anni di vita del piccolo e ciò deve iniziare da una maggiore attenzione da parte dei genitori, che dovranno avvisare il pediatra di eventuali sintomi sospetti.

Quando sospettare la celiachia nel bambino

I bambini, si sa, hanno un sistema immunitario non adeguatamente sviluppato nei loro primi anni di vita. Per questo motivo, spesso, possono essere vittima di diversi disturbi di salute, che, nella maggior parte dei casi, si risolvono in breve tempo e senza complicazioni. Proprio per questo, sospettare la celiachia fin dal suo primissimo esordio non è sempre così facile e intuitivo, anche per il genitore più attento.

Pertanto, secondo l’esperienza di molti papà e mamme di bambini celiaci, le prime manifestazioni di malessere, che devono far presentire un problema alimentare, sono il giornaliero mal di pancia e gonfiore intestinale, nonché la presenza di feci maleodoranti e dal brutto aspetto, e i continui sbalzi di umore. Nei più piccoli, che non riescono ancora ad esprimersi in modo chiaro, i primi sintomi della celiachia vedono la drastica interruzione dell’aumento di peso e altezza, cosa alquanto anomala nei primi due anni di vita di un bambino, nonché le crisi di pianto costanti, il ventre gonfio e le feci bianche.

Se il proprio bambino è sempre irritabile, non gioca volentieri ed è spesso stanco e senza forze ci sono buone probabilità di sospettare una qualche forma di celiachia, più o meno grave. In consiglio è quindi quello di rivolgersi subito al pediatra e cominciare a sottoporre il bambino agli esami per poter accertare o escludere l’intolleranza al glutine.

I sintomi della celiachia nei bambini sono simili a quelli degli adulti, con qualche aggiunta in più relativa alla crescita dei piccoli. I segnali che devono preoccupare un genitore, dunque, possono includere: gonfiore addominale, crescita rallentata., bassa statura, ritardo dello sviluppo puberale, stomatiti ricorrenti, diarrea, crampi addominali, vomito frequente, malessere, ridotta massa muscolare, inappetenza, flatulenza, perdita di peso, affaticamento, anemia, carenze vitaminiche, mal di testa, irritabilità, difficoltà di apprendimento, apatia, nervosismo.

Come si può notare, la celiachia presenta diversi sintomi nei bambini, soprattutto di origine gastrointestinale, ma può differire in relazione all’età di insorgenza della malattia, che può presentarsi nel periodo dello svezzamento, tra i 6 e i 24 mesi o verso i 5-7 anni. Raramente, la celiachia nei più piccoli è asintomatica.

Tali manifestazioni devono insospettire, soprattutto, quando sorgono in un bambino sano e in assenza di fattori che possano determinare disturbi gastrointestinali; oppure, quando i sintomi tendono a persistere oltre 1-2 settimane senza segni di miglioramento.

La carenza vitaminica – ad esempio, di vitamina D e di calcio – va, tempestivamente, contrastata perché, in età adulta, può rappresentare un fattore di rischio per l’insorgere di osteoporosi e osteopenia: si tratta di vitamine e sali minerali, la cui assenza interferisce con il metabolismo delle ossa.

Le cause della celiachia nei bambini

Le cause della celiachia non sono note, ma sembra che siano coinvolti dei fattori genetici e dei fattori ambientali: se in famiglia sono presenti soggetti celiaci, è altamente probabile che la malattia possa manifestarsi. Ciò che si sa è che, nei soggetti celiaci, in presenza di glutine, il sistema immunitario forma degli anticorpi per reagire a tale sostanza e proteggere l’organismo, come se il glutine potesse provocare dei danni: sono tali anticorpi che attaccano l’intestino, impedendo l’assorbimento delle sostanze nutritive e provocando infiammazione. È, dunque, questo meccanismo autoimmunitario la causa: meccanismo basato sulla produzione di anticorpi anti-endomisio, anti-transglutaminasi e anti-gliandina deaminata, che vanno da attaccare i tratti iniziali dell’intestino tenue, ovvero ileo e duodeno.

In una persona sana, l’epitelio di questa parte di intestino ha una superficie altamente ripiegata (villi intestinali), con lo scopo di aumentare il passaggio di proteine, sali minerali, vitamine, grassi e zuccheri dal canale alimentare al sangue; mentre, in chi soffre di celiachia, avviene un appiattimento dei villi, il che compromette l’assorbimento dei nutrienti.

La diagnosi e gli esami per i bambini

Alla comparsa di segni e sintomatologia, è consigliabile contattare il pediatra che – grazie ad alcuni esami e analisi – stabilirà la diagnosi e, dunque, l’eventuale cura adatta.

Oltre allo studio dei sintomi e alla visita medica, sarà necessario effettuare alcuni test diagnostici al fine di valutare, correttamente e con certezza, la condizione del piccolo paziente: i valori delle analisi possono essere di aiuto nella diagnosi di celiachia nei bambini.

Prima di effettuare qualunque esame, il glutine non va eliminato dalla dieta e i motivi sono due: sarebbe una scelta inappropriata in assenza di una diagnosi certa di celiachia e, in secondo luogo, ciò impedirebbe una corretta valutazione attraverso i test specifici.

Gli esami del sangue

Per confermare la diagnosi di celiachia, è possibile effettuare degli esami del sangue per ricercare la presenza di anticorpi anti-endomisio, anti-transglutaminasi e anti-gliandina deaminata e capire se il bambino presenta una sorta di reattività immunitaria al glutine. Tali esami dovranno risultare positivi per far pensare alla presenza di celiachia.

L’endoscopia gastroduodenale

L’endoscopia gastroduodenale con biopsia è utile per osservare, direttamente, lo stato della mucosa e dei villi intestinali, da cui dipende l’assorbimento delle sostanze nutritive.

L’endoscopia per la diagnosi della celiachia nei bambini verrà eseguita come una classica gastroscopia: la differenza sta nel sondino spinto fino all’inizio dell’intestino tenue, il quale presenta un dispositivo che può raccogliere frammenti di epitelio intestinale per l’analisi istologica. Prima di eseguire tale esame, viene somministrata una leggera sedazione, che può aiutare a tollerare al meglio l’ingresso del sondino.

Il test genetico

Infine, può essere effettuato un test genetico per la celiachia, così da valutare il genotipo relativo al sistema di istocompatibilità HLA (Human Leukocyte Antigen) che, in presenza di celiachia, è caratterizzato da una variante genetica: HLA DQ2 e/o DQ8.

Cosa devono mangiare i bambini celiaci

Non esistono cure vere e proprie contro la celiachia e non è possibile guarire, ma l’alimentazione e una dieta senza glutine rappresentano una soluzione per alleviare i sintomi della celiachia nei bambini: una volta confermata la presenza della malattia, infatti, è indispensabile eliminare il glutine dalla dieta.

Oggi, non è difficile seguire una dieta completa dal punto di vista nutrizionale: esistono, infatti, molti alimenti privi di questa sostanza e, in commercio, si trovano numerosi prodotti senza glutine, senza contare che molti ristoranti, bar e simili prevedono piatti senza glutine nel proprio menù.

Il glutine rappresenta un’importante fonte proteica per l’organismo, per cui la sua eliminazione andrà compensata con un apporto di proteine con valore nutrizionale che sia paragonabile: per tale ragione, è fortemente consigliato un piano alimentare da stilare con il proprio pediatra o nutrizionista, in base alle esigenze del bambino.

Gli alimenti da mangiare e da evitare

Ma, in linea generale, cosa mangiare? In vendita, si trovano molti prodotti senza glutine, come pane, pasta, farine e biscotti su cui è presente il logo che esplicita se un alimento è per celiaci. Da non mangiare assolutamente, invece, alimenti, e i loro derivati, preparati con le farine che naturalmente presentano la proteina del glutine. Pertanto, quando si procede all’acquisto di un prodotto confezionato, è consigliabile leggere l’etichetta attentamente. Vediamo però nel dettaglio cosa un bambino celiaco può mangiare e cosa invece è necessario che eviti.

Cosa mangiare Cosa evitare
Grano saraceno Segale
Riso Orzo
Mais Avena
Amaranto Frumento
Quinoa Malto
Miglio Farro
Verdura Semolino
Frutta Grano kamut
Legumi Monococco
Pesce Spelta
Carne Triticale
Latticini Seitan
Uova Greunkern (grano greco)

Dove comprare alimenti senza glutine per bambini

Gli alimenti per celiaci possono ormai trovarsi facilmente ovunque. In genere, i negozi specializzati sono i luoghi che offrono una più ampia scelta. Tuttavia, vista la crescente diffusione del problema in grandi e piccoli, anche supermercati, market e farmacie sono ormai in grado di poter rispondere alle specifiche esigenze dei clienti celiaci, mettendo a loro disposizione diverse marche di aziende specializzate nel settore già da diverso tempo, oppure con una propria linea gluten free, economicamente più conveniente rispetto ai grandi brand.

Per essere sicuri di comprare i giusti prodotti per celiaci è fondamentale assicurarsi che sulle confezioni alimentari sia presente il logo della spiga sbarrata o la dicitura “senza glutine” o “gluten free”.


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