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20 Ottobre 2019 News

Risultati immagini per vaccino antinfluenzale

L’influenza è una malattia importante che può richiedere il ricovero ospedaliero e talvolta causare la morte (il conteggio dei morti a livello mondiale supera il centinaio di migliaia di persone l’anno).

Ciascuna stagione influenzale è differente e l’infezione può colpire le persone in modo diverso, perfino individui sani possono stare molto male e diffondere l’infezione ad altri e nelle recenti stagioni influenzali, l’80-90% delle morti legate all’influenza si sono verificate in soggetti con almeno 65 anni.

In Italia la “stagione influenzale” è spesso sovrapponibile alla stagione invernale, anche se possono esserci variazioni anche importanti da un anno all’altro.

Un vaccino antinfluenzale stagionale annuale è il modo migliore per ridurre le probabilità di ammalarsi e di contagiare altri individui: quando più persone si vaccinano contro l’influenza, l’infezione può diffondersi meno in quella comunità.

In Italia le raccomandazioni annuali relative al vaccino antinfluenzale sono elaborate dal Ministero della Salute, in accordo alle disposizioni dell’OMS e considerazioni specifiche relative al nostro Paese.

Quando farlo?

Idealmente bisognerebbe sottoporsi alla vaccinazione nella seconda metà di novembre, così da essere immunizzati prima dell’arrivo delle festività (periodo comunemente associato all’inizio della fase epidemica). È comunque possibile e utile vaccinarsi anche in seguito, se non fosse stato possibile farlo prima.

Quali sono gli effetti collaterali?

Anche se il vaccino non può causare influenza, si possono manifestare alcuni effetti collaterali che tuttavia sono in genere modesti e di breve durata; tra i più comuni ricordiamo dolore, rossore, eritema o gonfiore del punto di inoculazione, malessere generale per qualche giorno, talvolta associato a febbre (bassa) e dolori muscolari.

Cos’è il vaccino tetravalente?

Se il vaccino antinfluenzale tradizionale permette di proteggersi dai tre principali virus previsti per la stagione, la formulazione tetravalente aggiunge un ulteriore ceppo virale (sempre suggerito dall’OMS) per aumentare l’efficacia della copertura. Si consiglia quindi di preferire questa formulazione.

Quanto costa il vaccino antinfluenzale?

Le categorie considerate a rischio dalle Linee Guida Ministeriali possono accedere gratuitamente alla vaccinazione attraverso il proprio medico curante, mentre per gli altri pazienti il costo è variabile a seconda del vaccino (indicativamente tra i € 10-20).

Si può fare il vaccino in gravidanza?

La scelta ultima va presa in accordo con il ginecologo, ma le Linee Guida Ministeriali invitano tutte le donne incinte a sottoporsi alla vaccinazione per proteggersi dalle temibili complicanze dell’infezione durante la gestazione.

Quando si è contagiosi?

Si può essere contagiosi prima di sapere di essersi ammalati, nonché durante il decorso. La maggior parte degli adulti sani può trasmettere l’influenza dal giorno prima della comparsa dei sintomi fino a 5-7 giorni dopo. Alcuni, specie bambini piccoli e soggetti con sistemi immunitari fragili, potrebbero rimanere contagiosi anche più a lungo.

Come funziona il vaccino antinfluenzale?

I vaccini inducono lo sviluppo di anticorpi circa due settimane dopo la loro somministrazione. Questi anticorpi proteggono da infezioni conseguenti agli stessi virus presenti nel farmaco.

Chi deve farsi vaccinare?

Si consiglia la vaccinazione per tutte le persone che non presentino specifiche controindicazioni e desiderino evitare di contrarre l’infezione, come recentemente ribadito dalla Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg).

In Italia la vaccinazione è fortemente consigliata, e gratuita, per i seguenti gruppi di popolazione a rischio (verificare con la propria ASL):

  1. Soggetti di età pari o superiore a 65 anni;
  2. Bambini di età superiore ai 6 mesi, ragazzi e adulti fino a 65 anni affetti da:
    • malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio,
    • malattie dell’apparato cardio-circolatorio, comprese le cardiopatie congenite e acquisite,
    • diabete mellito e altre malattie metaboliche (obesità compresa),
    • insufficienza renale/surrenale cronica,
    • malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie,
    • tumori,
    • malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV,
    • malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinali,
    • patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici,
    • patologie associate ad un aumentato rischio di aspirazione delle secrezioni respiratorie (ad es. malattie neuromuscolari),
    • epatopatie croniche;
  3. Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale;
  4. Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino in gravidanza, a prescindere dal trimestre;
  5. Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti;
  6. Medici e personale sanitario di assistenza;
  7. Familiari e contatti di soggetti ad alto rischio;
  8. Donatori di sangue;
  9. Per quanto riguarda i soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori la vaccinazione sarà offerta gratuitamente alle forze di polizia e ai vigili del fuoco, considerato il ruolo essenziale svolto nell’ambito della sicurezza ed emergenza. Per le altre categorie socialmente utili è facoltà delle Regioni/PP.AA. definire i principi e le modalità dell’offerta. È pratica internazionalmente diffusa l’offerta attiva e gratuita della vaccinazione antinfluenzale da parte dei datori di lavoro ai lavoratori particolarmente esposti per attività svolta e al fine di contenere ricadute negative sulla produttività.
  10. Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani. Per tale ragione, la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata a:
    • allevatori
    • addetti all’attività di allevamento
    • addetti al trasporto di animali vivi
    • macellatori e vaccinatori
    • veterinari pubblici e libero-professionisti.

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